Solstizio

E' un concept album maturato attraverso la libertà della creazione, ad ogni brano dell'album un videoclip.

Scopri i brani che lo compongono.

21 giugno 2016

Doppio brano:
Il Giorno – La Notte

Fuori dalle regole consuete, in totale sintonia con il significato profondo del “Sostizio” che dal latino significa “sol” (sole) e “sistere” (fermarsi), abbiamo pensato ad una formula originale per produrre questo nuovo disco.

Pubblicherò  una serie di brani con relativo videoclip nell’arco di un anno, immergendomi di volta in volta totalmente su un unico brano.

Alla fine avremo un concept album maturato attraverso la libertà della creazione e la risposta di chi ci seguirà.

Ho scelto il 21 giugno come data di uscita perché questa composizione è in sol, perché la mia battente ha il sole come emblema e perché spesso diamo per scontato l’avvicendarsi del giorno e della notte, e invece il sorgere del sole ogni giorno è un miracolo.

Solstizio da oggi è disponibile su Youtube, iTunes, Spotify, Google Music, e molti altri digital store.

Il Giorno

La Notte

9 novembre 2016

Il Bacio

Abbiamo il piacere di presentarvi “Il bacio”, omaggio alla bellezza e al romanticismo.

Continua così il viaggio di “Solstizio”, dopo l’esordio con il “doppio brano” dal titolo omonimo che racconta il giorno e la notte.

Il video è ispirato al famoso quadro di Francesco Hayez che ci catapulta in un clima seicentesco

La chitarra battente mostra qui le sue origini e la contemporaneità in un passaggio temporale senza confini. 

Il Bacio

3 maggio 2017

Arnia

ARNIA è il quarto brano del concept album Solstizio.

Alla sera centinaia di api stanche e accaldate sostavano a prendere il fresco sul predellino dell’arnia, proprio come i contadini che al tempo della mietitura o della fienagione sostano sull’aia.

Dall’interno veniva un brusio continuo e intenso che dava l’impressione di un grande lavoro di sistemazione dei prodotti raccolti durante la lunga giornata di sole; e di pulitura, fabbricazione di cera e di propoli, rielaborazione di polline e di nettare…

E tutto questo mentre la regina provvedeva continuamente a deporre uova.

Tutto appariva regolare e ritmato come fosse governato da un perfetto congegno meccanico.

(Mario Rigoni Stern) 

Arnia

19 Marzo 2019 
Cardìa

Cardìa è il quinto brano del mio concept album Solstizio.

 Sono lieto di presentarvi il nuovo videoclip di Cardia”, un brano del mio terzo album “Solstizio” scelto dal regista Vincenzo Caricari che attinge liberamente alla trama del film “Essere John Malkovich” di Spike Jonze del 1999, un genere drammatico e grottesco.

Il Taglio del videoclip è prettamente cinematografico. Vincenzo pianifica tutto nei minimi dettagli, i giorni delle riprese, la scelta degli attori, delle location, delle comparse, gli abiti da indossare. Un connubio tra cinema, musica e chitarra battente. Un’espressione artistica multiforme ed emozioni nuove da vivere.

 

Cardìa

13 giugno 2017

 Chitarrese

Con quest’ultimo videoclip si chiude questo viaggio.

Come già saprete si è trattato di un album prodotto a tappe, seguendo emozioni e creatività momento per momento, fidarsi del proprio istinto e trasformarlo in espressione, immagini, musica, ma soprattutto è stato importante raccontare ciò che accade all’interno di un intero anno, da Solstizio a Solstizio e scegliere la nostra regione come palcoscenico di bellezza e storie.

Ringrazio di cuore Vittore Rivi AspromonteAldo AlbaneseAlessandro LuvaràAlberto GattoMaria Teresa D’Agostino Ilenia Caccamo e tutti gli amici che mi hanno sostenuto e sopportato.

Ora è il momento di CHITARRESE perchè io parlo il chitarrese 🙂

Vi abbraccio e vi ringrazio.

Francesco 

Chitarrese

 Scilla e Mousikè

Il brano Scilla è una produzione che abbiamo realizzato per il Premio Omero di Scilla (Rc) e ci siamo aggiudicati la menzione Speciale “Premio Musica 2016”, mentre Mousikè è stato inserito nel docufilm “La Jota de Saura” del regista Spagnolo Carlos Saura.

Scilla

Mousikè

Storia della Chitarra Battente

Cenni storici sulla chitarra battente

Nonostante le prime tracce della chitarra battente siano presenti a partire dal 1500, su tutto il territorio nazionale, fu solo grazie alle popolazioni del Centro e del Sud che questo strumento riuscì a sopravvivere nel tempo e a mantenere il proprio ruolo sociale. La battente, infatti, fu adottata dal mondo contadino come strumento di accompagnamento al canto tradizionale. I primi modelli erano caratterizzati da una manifattura artigianale di spessore. Intarsi, raffigurazioni ed altri elementi che ne denotavano l’indubbia origine colta. Esempi, in tal senso, sono le chitarre dei fratelli Matteo e Giorgio Sellas, in esposizione presso il museo Ashmolean di Oxford e il museo Fitzwilliam di Cambridge.

A fine Ottocento, tuttavia, questo strumento ha attraversato un periodo di “impoverimento” causato dal peggioramento delle condizioni economiche e sociali del Sud Italia. La manifattura e i materiali utilizzati risultavano, infatti, di scarsa qualità.

A ridare lustro alla chitarra battente è stato il lavoro della famiglia De Bonis (Bisignano, Cs) ed in particolare di Nicola e Vincenzo, che a partire dal 1950, hanno riproposto un modello di chitarra battente “a cinque corde doppie” d’autore. 

La Chitarra battente: struttura e suoni 

Parente stretta delle chitarre rinascimentali e barocche, la battente si differenzia da queste per alcuni elementi fondamentali. Tra questi, le corde (in budello per la barocca, in metallo per la battente) e la struttura del fondo della cassa armonica (piatto nella prima, bombato nella seconda).

La chitarra battente ha la forma simile ad un otto allungato e le spalle hanno una lunghezza prossima a quella della pancia. 

E’ la sola chitarra a potersi definire italiana in quanto tutti gli altri modelli, presenti nel nostro territorio, sono in realtà di origine straniera.

Condividi
Condividi